l famoso gruppo italiano Morellato, operante nel settore dei gioielli ed orologi di lusso, è alla ricerca di personale per potenziare il proprio organico aziendale. Le offerte di lavoro del gruppo Morellato riguardano varie sedi in Italia e soprattutto varie figure professionali.

Attualmente la ricerca è volta a trovare addetti alle vendite per i punti vendita.

Le risorse selezionate avranno il compito di gestire i processi di vendita, accogliere e fornire assistenza ai clienti, allestire e rifornire gli articoli presenti in negozio e gestire la cassa. Costituisce requisito preferenziale l’aver maturato già una precedente esperienza nel ruolo, con analoghe funzioni anche se in settori diversi.

Le offerte sono rivolte a diplomati e laureati. Chi fosse interessato può inviare il proprio curriculum direttamente dalla sezione presente sul sito del gruppo Morellato lavora con noi.


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La nota azienda italiana di oggetti da collezione Thun è alla ricerca di personale con diploma da inserire presso alcuni dei propri punti vendita in tutta Italia: attualmente, visitando il sito internet ufficiale sono state pubblicate nuove opportunità di lavoro per i negozi Thun, offerte rivolte alla selezione di commessi e responsabili.

Per gli interessati alle offerte ecco i requisiti richiesti per entrambi i ruoli

Addetti alla vendita – la ricerca è rivolta a diplomati con precedente esperienza nel ruolo di commesso. Il candidato ideale deve avere una buona padronanza delle tecniche di vendite, deve conoscere e saper analizzare gli indicatori di performance e deve essere in possesso di buone competenze informatiche e capacità relazionali.
Store Manager – il ruolo è riservato a diplomati con buona conoscenza della lingua inglese e buona padronanza dei principali strumenti informatici. Richiesta inoltre precendente esperienza nella mansione acquisita all’interno dell’ambito retail ed una ottima sensibilità economica, tale da permettergli una buona analisi degli indicatori di performance.

Per candidarsi ad uno di questi ruoli è necessario inviare il proprio curriculum vitae direttamente dal sito Thun, per rimanere sempre aggiornati sulle ultime offerte di lavoro nell’azienda si consiglia infine di collegarsi alla sezione Lavora con Noi di Thun.


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Sappiamo tutti quanto possa essere difficile trovare lavoro in questo periodo di recessione e sappiamo anche quanti sacrifici ognuno di noi è disposto a fare pur di guadagnare un minimo di indipendenza economica. Proprio per questo purtroppo si sta diffondendo sempre di più una cattiva abitudine, quella relativa alla pubblicazione di annunci falsi. Ma come riconoscere false offerte di lavoro ed evitare di essere raggirati?

Negli ultimi tempi navigando tra blog di settore e forum c’è stato un vertiginoso aumento di denunce da parte di giovani e meno giovani che hanno trovato il coraggio di raccontare la loro brutta esperienza e informare così altri disoccupati della nuova strategia di inganno messa in atto dai soliti malintenzionati. Per questo motivo oggi vogliamo fornirvi alcuni utili consigli su come imparare a riconoscere un annuncio truffa.

Prima di tutto vorremmo spezzare una lancia a favore dei siti di annunci online: ogni sito sottopone a controllo gli annunci pubblicati, ma può comunque capitare che qualche “annuncio truffa” sfugga al suddetto controllo. I siti non possono accollarsi le responsabilità per eventuali offerte truffaldine, anche se possono solitamente comunque intervenire, dietro segnalazione di un utente, per la cancellazione dell’offerta.

Ma ecco alcuni fattori che ricorrono spesso negli annunci falsi e che dovrebbero costituire un campanello di allarme:

Anonimato – in base all’articolo 9 del D.Lgs 276/2003 in Italia è illegale pubblicare annunci di lavoro in forma anonima, perciò trovare una offerta di lavoro in forma anonima è chiaro sintomo di non veridicità dell’offerta stessa. Cercate sempre il nome del mittente!
Mancanza Indicazioni Lavoro – l’annuncio non fa alcun riferimento alla tipologia di lavoro da svolgere. Spesso contengono soltanto un invito a contattare un dato numero di telefono per richiedere ulteriori informazioni oppure si richiede un incontro di persona per svelare la figura professionale ricercata e le mansioni da svolgere. Per rendere più credibile questo tipo di annuncio non è raro trovare numeri di telefono ad hoc, attivati solo per le selezioni.
Mancanza Nome Azienda – in questo caso c’è da dire che esiste un diritto di riservatezza sul nome dell’azienda, ma è valido solo se viene specificato il nome della agenzia interinale di contatto. Se non esiste nessuna delle due indicazioni allora è facile che l’annuncio sia stato falsificato. Considera inoltre che se la selezione passa da agenzia interinale, deve essere comunque presente la descrizione del settore di competenza della società, l’iscrizione CCIAA o la partita iva.
Email – requisito fondamentale da osservare in un annuncio è l’email di riferimento. Se si tratta di offerte serie sarà specificato di inviare il curriculum vitae ad un indirizzo email predefinito. Purtroppo, però, alcuni siti di annunci, per questioni di privacy, permettono la riservatezza dell’indirizzo, demandando la candidatura ad un form contatti interno. Se però la mail è visibile, osserva sempre con attenzione l’estensione dopo la @: ogni azienda solitamente ha un sito web e utilizza perciò email con chiari riferimenti al nome (info@nomeazienda.it) e non email generiche, come yahoo, gmail o simili. Sempre per quanto riguarda le mail diffidate da offerte non richieste che arrivano direttamente nella vostra casella di posta elettronica: tali email contengono solitamente un link o una richiesta di dati personali ed hanno come obiettivo il phishing
Richiesta Soldi – Segno più esplicito di truffa è quello relativo ad eventuali riferimenti a spese iniziali da sostenere per ottenere il lavoro. Spesso i malintenzionati fanno richiesta esplicita di soldi giustificando il tutto con l’acquisto di particolari software o materiale utile per lo svolgimento del lavoro. In alcuni casi può capitare però che una azienda possa richiedere per svolgere il lavoro la partecipazione ad un corso di formazione: in rarissimi casi ti sarà richiesto di pagare il corso, ma se la azienda è seria e reale ti spiegherà che il costo verrà detratto dallo stipendio, dunque non dovrai anticipare di persona neanche un centesimo.
Stipendio – diffidate delle offerte che promettono facili guadagni e di quei “selezionatori” che non parlano mai di retribuzione, ma si nascondono dietro formule come “dipende soltanto da te” oppure “i guadagni variano a seconda delle tue capacità”
Mancanza indicazioni sui requisiti richiesti – se nel testo di un annuncio non compare alcuna indicazione delle competenze oppure si indicano soltanto requisiti generici, come “buona volontà” o “volontà di costruirsi un futuro”, è sempre bene non fidarsi completamente.
Comportamenti strani – a volte può capitare che chi ha inserito l’annuncio solleciti una risposta in tempi brevissimi: questo non significa che si tratta necessariamente di una offerta truffa, ma sempre meglio restare all’erta.
Frasi particolari nel testo dell’annuncio – occhio al testo dell’annuncio: spesso negli annunci fasulli ricorrono frasi fatte o frasi che comunque risultano “strane” e fuori contesto, come la richiesta di servizi fotografici in déshabillé o provini a pagamento. Come detto in precedenza non sempre nascondono un falso annuncio, ma sicuramente costituiscono un importante campanello d’allarme.
Ma allora come è possibile difendersi dalle offerte di lavoro truffa?

Prima di tutto cerca sempre informazioni sull’azienda sia attraverso il sito web ufficiale, sia attraverso Google, ma anche attraverso la tua cerchia di conoscenze. Fai ricerche anche sul selezionatore e appuntati sempre i riferimenti di questa persona. Una volta che affronti l’eventuale colloquio di lavoro non esitare a chiedere chiarimenti per qualsiasi dubbio ti viene in mente.

Se senti “puzza” di truffa avverti subito le autorità, il sito dove hai trovato l’annuncio, la polizia postale e esponi i tuoi dubbi su forum tematici: questo può aiutare anche altre persone come te che sono in cerca di un lavoro.


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Continua l’espansione di Amazon in Europa e nel mondo! Avevamo già pubblicato lo scorso agosto notizie relative a nuove assunzioni del colosso del commercio elettronico: è invece di questi ultimi giorni la notizia di nuove opportunità di lavoro presso le sedi Amazon in Italia, in particolare a Cagliari, Piacenza e Milano.

Dopo la creazione di un maxi polo di distribuzione a Castel San Giovanni, in provincia di Piacenza, Amazon ha deciso di aprire due uffici, uno a Milano, l’altro a Cagliari: questo ovviamente comporta un incremento del personale e dunque una nuova richiesta di candidati. Si parla di circa 1000 assunzioni in 3 anni che andranno ad influire anche sulla sede in provincia di Piacenza. Proprio a Piacenza i 25.000 m2 attuali del polo di distribuzione iniziano ad essere stretti, tanto che è previsto un ampliamento di locali che prevede la costruzione di un nuovo stabilimento di ben 60.000 m2.

Ma quali sono gli attuali profili ricercati? Le posizioni aperte variano dall’ambito logistico e produttivo a quello del customer care, rapporti con i clienti e i fornitori, fino alle strategie di marketing e comunicazione. Opportunità dunque per tecnici, ingegneri, operation specialist, analisti finanziari, product specialist e molto altro ancora.

Per la maggior parte delle posizioni è richiesta una ottima conoscenza sia parlata che scritta della lingua inglese e il possesso di laurea prevalentemente in economia e ingegneria. Si consiglia di consultare le offerte e i requisiti richiesti direttamente online, nella sezione lavoro di Amazon.


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La legge rinvia all’autonomia collettiva l’individuazione del tetto massimo di contratti part time, contratto su cui è possibile vedere questa guida su Guidelavoro.net, che possono essere stipulati dalle aziende del settore di riferimento (D.Lgs. 25 febbraio 2000, n. 61, art. 1, co. 3. Dalla lettera della disposizione si evince, infatti, che la legge non prevede un limite percentuale di ricorso al part time rispetto ai rapporti di lavoro a tempo pieno, salvo diversa previsione a livello contrattuale collettivo.

Limiti contrattuali e violazione delle percentuali di ricorso al part time nel settore edile.
Il mancato rispetto dei limiti quantitativi di utilizzo del part time stabiliti dai contratti collettivi può costituire causa ostativa al rilascio del Documento Unico di Regolarità Contributiva, per inosservanza “degli accordi e contratti collettivi nazionali nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, laddove sottoscritti, stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale” (art. 1, co.1175, L. 27 dicembre 2006, n. 296, legge finanziaria per l’anno 2007; D.M. 24 ottobre 2007).

Con riferimento al settore edile, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con risposta all’Interpello 3 marzo 2011, n. 8, presentato dall’Associazione Nazionale Costruttori Edili (ANCE), ha ribadito che l’azienda, in caso di superamento dei limiti numerici contrattualmente previsti per il ricorso al part time, è da considerare “irregolare” e non può, pertanto, ottenere il rilascio del DURC

In effetti, il c.c.n.l. edilizia industria 18 giugno 2008, rinnovato il 19 aprile 2010, disciplinando l’istituto del lavoro a tempo parziale, dispone che “fermo restando quanto previsto dalla legge, nelle more dell’adozione dei criteri di congruità da parte delle Casse Edili le parti stabiliscono che un’impresa edile non può assumere operai a tempo parziale per una percentuale superiore al 3% del totale dei lavoratori occupati a tempo indeterminato” e che “resta ferma la possibilità di impiegare almeno un operaio a tempo parziale, laddove non ecceda il 30% degli operai a tempo pieno dipendenti dell’impresa” (art. 78).

Coerentemente, il Ministero ha affermato che una volta raggiunta l’indicata percentuale del 3% del totale dei lavoratori a tempo indeterminato nell’impresa, o superato il limite pari al 30% degli operai a tempo pieno dipendenti dell’impresa, ogni ulteriore contratto a tempo parziale stipulato deve considerarsi adottato in violazione delle regole contrattuali.


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