La BCC di Arborea si distingue da qualche tempo per l’offerta del proprio conto deposito caratterizzato da alcuni aspetti peculiari sicuramente degni di nota tra cui tassi (anche di base) più che discreti.

L’offerta delle remunerazioni previste dalla Banca Bcc di Arborea si presenta abbastanza strutturata, ma non eccessivamente complessa. Tra gli aspetti più interessanti c’è la possibilità di poter scegliere tra tassi di interesse “anticipati” e “posticipati”, ed inoltre il tasso di interesse di base (ovvero quello applicato sulle somme non vincolate o su quelle eventualmente svincolate prima della scadenza) non è eccessivamente basso, essendo stato fissa a 0,5%.

Rendimenti e costi del conto deposito della Bcc di Arborea
Ci sono tre possibili scelte, che sono condizionate soprattutto dalle somme che possono essere vincolate, con un “premio” sui rendimenti a mano a mano che si superano determinate soglie. Nel particolare, per quanto riguarda la clientela ordinaria senza necessità di nuova liquidità, ci sono due situazioni diverse, a seconda che le somme vincolate siano maggiori od inferiori della soglia dei 50 mila euro (fermo restando che la somma minima vincolabile è sempre fissata a 5 mila euro).

Vincoli con somme inferiori ai 50 mila euro (massimo 49.999,99 euro)
Nel caso di interessi anticipati, si potrà scegliere tra:
vincolo a 3 mesi: 1,45% lordo;
vincolo a 6 mesi: 1,55% lordo;
vincolo a 12 mesi: 1,95% lordo;
vincolo a 18 mesi: 2,05% lordo;
vincolo a 24 mesi: 2,35% lordo.

Nel caso di interessi posticipati invece:
vincolo a 3 mesi: 1,65% lordo;
vincolo a 6 mesi: 1,75% lordo;
vincolo a 12 mesi: 2,15% lordo;
vincolo a 18 mesi: 2,25% lordo;
vincolo a 24 mesi: 2,60% lordo.

Vincoli con somme a partire da 50 mila euro
Nel caso di interessi anticipati, si potrà scegliere tra:
vincolo a 3 mesi: 1,55% lordo;
vincolo a 6 mesi: 1,65% lordo;
vincolo a 12 mesi: 2,20% lordo;
vincolo a 18 mesi: 2,25% lordo;
vincolo a 24 mesi: 2,50% lordo.

Nel caso di interessi posticipati invece:
vincolo a 3 mesi: 1,75% lordo;
vincolo a 6 mesi: 1,85% lordo;
vincolo a 12 mesi: 2,40% lordo;
vincolo a 18 mesi: 2,45% lordo;
vincolo a 24 mesi: 2,70% lordo.

Vincoli per nuova liquidità del conto deposito di Bcc di Arborea
Nel caso di nuova liquidità viene a cadere il sistema delle soglie, in quanto i rendimenti rimangono invariati, anche se le somme minime rimangono fissate a 5 mila euro, ed il vincolo minimo parte dai 6 mesi:

Nel caso di interessi anticipati:
vincolo a 6 mesi: 1,65% lordo;
vincolo a 12 mesi: 2,20% lordo;
vincolo a 18 mesi: 2,25% lordo;
vincolo a 24 mesi: 2,50% lordo.
Nel caso di interessi posticipati:
vincolo a 6 mesi: 1,85% lordo;
vincolo a 12 mesi: 2,40% lordo;
vincolo a 18 mesi: 2,45% lordo;
vincolo a 24 mesi: 2,70% lordo.

Conclusioni sul Conto Deposito di Bcc di Arborea
I tassi di interesse sono interessanti (è da considerarsi come uno dei migliori investimenti nel breve periodo) , anche se rimane la pecca di far pagare l’imposta di bollo ai clienti. Accettabile anche la soglia minima depositabile fissata a 5 mila euro, e la gratuità del conto deposito.


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Quando si è alla ricerca di un prodotto capace di far fruttare i propri risparmi, portando in prossimità dello 0% la possibilità di farsi carico di possibili rischi, i conti deposito sono quelli che meglio sanno rispondere a questo genere di necessità. La scelta attualmente è molto ampia, anche se la potenza della pubblicità inevitabilmente spinge verso le offerte “più note” come il conto Arancio. Tuttavia non mancano proposte che possono suscitare interesse, come il caso della banca di credito cooperativo di Cagliari.

Condizioni dell’offerta del conto deposito della banca di Cagliari
E’ possibile indirizzare la propria scelta su tre diverse durate (con conseguente variazione dei tassi di interesse applicati) che sono di 6 mesi, 12 mesi e 36 mesi. Ovviamente si tratta in tutti i casi di un conto deposito vincolato. Per quanto riguarda le condizioni economiche queste sono:
deposito vincolato a 6 mesi: tasso di interesse lordo dell’ 1,40% (1,03% netto);
deposito vincolato a 12 mesi: tasso di interesse lordo del 2,40% (1,77% netto);
deposito vincolato a 36 mesi: tasso di interesse lordo del 2,70% (1,99% netto).
Il deposito libero invece rende solamente lo 0,01% lordo sempre su base annua. Il conto deposito non prevede costi di apertura, gestione (tranne le comunicazioni periodiche al costo di 1 euro cad) o di chiusura (anche se i prelievi con bonifico hanno un costo che va da un minimo di 1 euro al massimo di 4 euro), mentre bisogna considerare l’imposta di bollo e l’incidenza che questa ha sui rendimenti.

Conclusioni ed opinioni sul conto deposito della banca di Cagliari
I tassi di interesse sono abbastanza ‘interessanti’, anche se altrove si trovano banche disposte a farsi ancora carico dell’imposta di bollo. Il limiti minimi da depositare per accedere al rendimento del relativo conto deposito non sono eccessivamente elevati, partendo da 10 mila ero (massimo depositabile invece 3 milioni di euro per il conto deposito libero, che scende ad un milione per i conti vincolati).

Tuttavia si tratta di tassi promozionali, che resteranno in vigore solo fino alla fine di quest’anno, il che rende ancora meno interessante il prodotto in sé soprattutto perché possibili altre soluzioni, dotate di un carattere più “sistematico”, sono ormai numerose.


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In un’offerta capillare e caratterizzata da una forte tendenza alla specializzazione dei prodotti in funzione delle “specifiche” esigenze dei differenti target di clientela, sembra un po’ restrittiva la scelta riservata invece a coloro che vogliono un conto deposito per “parcheggiare” le proprie somme senza dover rinunciare a una discreta remunerazione, proposta da Banca di Piacenza. Infatti ci si deve accontentare della sola opzione di conto deposito vincolato, che presenta come unico spunto di originalità la possibilità di poter scegliere fino alla durata di 48 mesi.

Caratteristiche del conto deposito di Banca di Piacenza
Le durate del vincolo vanno dai 6 mesi ed, a seguire, si può optare per i 12, 18, 24, 36 e 48 mesi. Il conto non prevede spese di apertura, chiusura e gestione fatta eccezione delle spese di comunicazione (1,10 euro) che possono essere eliminate se si sceglie la comunicazione “online”. L’imposta di bollo dovrà essere pagata dal titolare del conto deposito, che potrà essere aperto solo con somme a partire dai 25 mila euro (con possibilità poi di depositare comunque somme maggiori per multipli di 1000 euro).

Rendimenti del conto deposito della Banca di Piacenza
Non è prevista la possibilità di poter scegliere un deposito libero, tuttavia qualora si dovessero svincolare le somme prima della scadenza, si avrà un rendimento con l’applicazione del tasso di interesse base pari allo 0,1%. Per quanto riguarda i tassi sui vincoli:
vincolo a 6 mesi: rendimento lordo pari a 0,30%;
vincolo a 12 mesi: rendimento lordo pari a 0,50%;
vincolo a 18 mesi: rendimento lordo pari a 0,75%;
vincolo a 24 mesi: rendimento lordo pari a 0,90%;
vincolo a 36 mesi: rendimento lordo pari a 1,00%;
vincolo a 48 mesi: rendimento lordo pari a 1,10%.

Opinioni sul conto deposito di Banca di Piacenza
Come detto, l’unico aspetto che può suscitare interesse potrebbe essere quello delle lunghe durate ma, considerati i livelli di tassi medio-bassi, anche il vincolo di quarantotto mesi si potrebbe trasformare in una scelta davvero poco remunerativa ( a tal proposito ti consiglio di visitare la sezione relativa agli investimenti a lungo termine), considerato che ci si impegnerebbe per un arco temporale di 4 anni, in più è a cavallo di un periodo che sarà soggetto a grandi cambiamenti da un punto di vista di politica monetaria , con conseguente impatto sui tassi.

Ricordiamo infine che Banca Piacenza aderisce al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi e pertanto il conto deposito vincolato proposto può essere considerato un investimento sicuro.


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L’esposto è l’atto col quale si richiede l’intervento dell’Autorità di Pubblica Sicurezza, per fare in modo che provveda alla soluzione di una controversia insorta tra privati.

Per mezzo dell’esposto il cittadino richiede all’autorità giudiziaria di valutare se, nella fattispecie, ricorre un’ipotesi di reato.

Ad esempio l’esposto può essere presentato quando si verificano casi di disturbo alla quiete pubblica causati da rumori molesti o nel caso di litigi tra condomini.

Dove deve essere presentato l’esposto?
L’esposto deve essere presentato presso gli uffici delle forze dell’ordine, quindi presso le Questure, i Commissariati di Pubblica Sicurezza o gli uffici dell’Arma dei Carabinieri.

Cosa accade dopo la richiesta d’intervento dell’Autorità di Pubblica Sicurezza?
A seguito della richiesta d’intervento, l’Ufficiale di Pubblica Sicurezza inviterà le parti in conflitto a recarsi presso i propri uffici per tentare la conciliazione. In tale occasione, qualora venga ritenuto necessario, potrà essere redatto un verbale firmato dalle parti e dall’Ufficiale di Pubblica Sicurezza.

A questo verbale viene attribuito il valore di scrittura privata legalmente riconosciuta, pertanto qualora in un secondo momento venga instaurato un procedimento, può essere prodotto in giudizio.

Cosa accade se dai fatti esposti dalle parti si configura un reato?
Per addivenire alla composizione bonaria della lite occorre, non solo che le parti raggiungano un accordo, ma anche l’assenza di reati perseguibili d’ufficio.

Se dai fatti si configura un reato, l’Ufficiale di Pubblica Sicurezza:

• se si tratta di reato perseguibile d’ufficio (in presenza di reato perseguibile d’ufficio il procedimento penale deve essere iniziato non appena sopraggiunga la notizia di reato) deve informare l’Autorità Giudiziaria;

• se si tratta di delitto perseguibile a querela (in presenza di delitti perseguibili a querela, affinché il procedimento penale abbia inizio occorre che la persona offesa chieda formalmente che il colpevole venga punito) può, a richiesta, tentare di addivenire ad una preventiva definizione della lite, senza che ciò pregiudichi il successivo esercizio del diritto di querela.

Che differenza c’è tra esposto e denuncia?
Sia la denuncia che l’esposto sono atti per mezzo dei quali si inoltra una segnalazione alle forze dell’ordine.

Con la denuncia si segnala al Pubblico Ministero o ad un Ufficiale di Polizia Giudiziaria un reato perseguibile d’ufficio, affinché intervenga per perseguire l’autore del reato; con l’esposto invece si segnala all’Autorità di Pubblica Sicurezza un dissidio tra privati non perseguibile d’ufficio, affinché tenti la conciliazione tra le parti coinvolte.


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La querela consiste in una dichiarazione / manifestazione di volontà espressa dalla persona offesa (sia personalmente che per mezzo del proprio procuratore), con la quale si richiede all’autorità competente di procedere in ordine ad un fatto previsto dalla legge come reato.

La querela rappresenta una condizione per procedere in giudizio, in assenza della quale non sarà possibile instaurare un processo.

Da chi è presentata la querela?
La querela deve essere presentata dalla persona offesa, cioè colui che ha subito il fatto – reato, e può essere presentata direttamente dalla persona offesa oppure a mezzo di un procuratore speciale (normalmente un avvocato a ciò delegato).

A chi deve essere presentata la querela?
La querela deve essere presentata al Pubblico Ministero o alla Polizia Giudiziaria, o ad un Agente Consolare per i reati commessi all’estero.

Eccezionalmente, in caso di flagranza di reato che impone o consente l’arresto, la querela può essere proposta anche in forma orale ad un agente che si trovi nel luogo in cui è stato consumato il reato.

Cosa deve fare l’Autorità che riceve la querela?
L’Autorità che riceve la querela, dopo aver attestato data e luogo di presentazione, procede all’identificazione della persona che ha proposto la querela, ed all’invio degli atti all’ufficio del pubblico ministero per le indagini del caso.

Quali sono i termini entro i quali deve essere esercitato il diritto di querela?
La querela deve essere presentata nel termine perentorio di tre mesi dalla notizia del fatto costituente reato.

Il termine è di sei mesi quando si tratta di delitti contro la libertà sessuale.

Cosa deve contenere la querela?
Nell’atto di querela deve essere indicato il fatto che costituisce reato, corredato di ogni notizia inerente l’autore, e le fonti di prova.

E’ inoltre molto importante che dalla querela risulti in modo chiaro ed inequivoco la manifestazione della persona offesa affinché si proceda in giudizio e venga punito l’autore.

Forma della querela
La querela può essere presentata

– oralmente, in questo caso verrà redatto un verbale da parte dell’autorità che la riceve;

– per iscritto, in tal caso può essere consegnata brevi mano oppure spedita a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno.

La remissione di querela
La remissione di querela consiste in un atto con il quale la persona offesa che abbia già presentato querela provvede a revocarla, cioè a ritirarla.
La remissione di querela è efficace solo se viene accettata dalla parte querelata. Solo in questo modo la remissione determina l’estinzione del reato.

La querela precedentemente proposta può essere sempre ritirata, tranne nel caso di violenza sessuale o atti sessuali con minorenni.

La rinuncia al diritto di proporre querela
La rinuncia al diritto di proporre querela si verifica quando la persona offesa dal reato non presenta querela. La rinuncia può essere:

– espressa: in tal caso viene redatto un atto nel quale la persona offesa dichiara di non voler procedere alla presentazione di querela;

– tacita: in tal caso la rinuncia si verifica per fatti concludenti, cioè per il sol fatto di non aver presentato querela. Infatti, decorso inutilmente il termine fissato dalla legge senza aver presentato querela, automaticamente si determina la perdita del diritto.

L’attestazione della ricezione
Colui che ha presentato la querela, sia orale che scritta, ha diritto di richiedere una ricevuta che attesta l’avvenuta presentazione della querela.


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