Parametro di Indicizzazione del Mutuo – Significato e Definizione

All’atto della stipula di un contratto viene indicato sotto la voce “Interessi” sia il periodo di ammortamento che quello di preammortamento, il tasso di interesse applicato in ragione d’anno e il cosiddetto Indicatore Sintetico di Costo (I.S.C.) che aggiunto al tasso nominale compone il costo effettivo pagato dal mutuatario per ciascuna rata.

Vediamo un caso concreto: Per determinare la rata, l’istituto di credito considera un valore, denominato parametro di indicizzazione, che si riferisce al cosiddetto Euroirs.
Che differenza c’è tra Euroirs ed Euribor? EUROIRS è un termine composto da due parole EURO e IRS, EURO indica la divisa ed IRS è un acronimo che significa “Interest Rate Swap”, in termine semplici è il tasso di interesse applicato alla clientela a cui viene erogato un mutuo a tasso fisso a cui si aggiunge poi lo spread, entrambe le voci andranno a costituire il tasso nominale a cui si aggiungerà l’Indicatore Sintetico di Costo.
L’Euribor è invece un termine che indica il tasso di riferimento, in termini semplici è il tasso di interesse medio applicato dai principali istituti di credito

Esemplificazione – Se la banca x doveva concedere un mutuo di 100.000 euro, nel momento in cui questo veniva erogato, ne determinava il costo; per fare questo calcolo prendeva come parametro di riferimento il valore dell’Euribor di quel giorno a partire dal quale si calcolavano gli interessi a medio e lungo termine. Solitamente più il periodo di rimborso era lungo, più il tasso dell’Euribor tendeva a crescere.

Il parametro di indicizzazione di un mutuo viene determinato tenendo in considerazione i valori dell’andamento dei tassi, tuttavia il criterio di calcolo oggi tiene in considerazione non solo ragioni di carattere finanziario,ma anche di carattere economico e sociale; nel 2009, i mutui a tasso variabile sono incominciati a crescere al punto che molti sottoscrittori non sono stati più in grado di pagarli.
I governi dei paesi europei, dopo aver consultato la BCE, hanno preso dei provvedimenti per il rilancio delle attività economiche e produttive, fissando dei nuovi parametri di indicizzazione dei mutui e pagando alle banche la parte eccedente della rata determinata dall’aumento dei tassi.

A partire quindi dal 1° gennaio 2009 il parametro di indicizzazione di un mutuo non segue più i valori dell’Euribor, ma il tasso di rifinanziamento della Banca centrale europea, il cosiddetto tasso IRS.

Questa decisione ha portato degli indubbi vantaggi per i consumatori, un esempio concreto tuttavia vale più di mille parole:

Anno 2006, un soggetto chiede all’ Unicredit Banca un mutuo di 130.000 euro, il mutuo ha durata 30 anni, il tasso di interesse comprensivo di I.S.C. è del 5,54 % e il costo di ciascuna rata è di 735 euro.

Anno 2011: un altro soggetto che ha le medesime caratteristiche del precedente chiede lo stesso mutuo con un tasso di interesse del 5,49% alla Banca dell’Adriatico pagando una rata di 710 euro.

La differenza tra i due importi non è dovuta tanto ai tassi applicati che sono quasi simili, ma al parametro di indicizzazione del mutuo i cui effetti immediati si traducono in un concreto risparmio per il mutuatario.


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