Realizzarsi nel mondo del cinema non è facile, soprattutto quando si vuole lavorare come sceneggiatore.

La figura dello sceneggiatore infatti, spesso non gode del giusto riconoscimento, e non di rado trascorre i primi anni della propria carriera a cercare di far emergere il proprio nome. Fino a quando non ci si afferma infatti, gli autori più giovani saranno costretti a lavorare in sordina accanto ad autori con maggiore esperienza e fama.

Non di rado infatti uno sceneggiatore alle prime armi è costretto a cedere i propri lavori ad altri, vedendo completamente svilita la propria professionalità. Insomma, lavorare come sceneggiatore non è una cosa facile soprattutto all’inizio, richiede una grande passione, una buona conoscenza del settore e un’ottima predisposizione al sacrificio.

Numerose sono le strade che si possono intraprendere per iniziare a lavorare in tale ambito, esistono infatti numerosi corsi tenuti da alcune importante scuole operanti nel settore, in alcuni casi con un pizzico di fortuna si può accedere anche a corsi regionali assolutamente gratuiti.

Tra le migliori scuole italiane che si occupano della formazione dei giovani autori, ritroviamo certamente la “Holden” di Torino il cui fondatore è uno dei migliori romanzieri italiani moderni: Alessandro Baricco. La scuola Holden mette a disposizione dei propri alunni tutta una serie di tecniche e suggerimenti utili a coloro che vogliono lavorare come sceneggiatore. Il costo medio per frequentare un corso di sceneggiatura si aggira sui 6.200 euro all’anno ma sono previste alcune borse di studio per coloro che hanno reddito annuo al di sotto dei 45.000 euro.

Oltre alla scuole Holden segnaliamo la che Zelig di Bolzano, specializzata soprattutto in tecniche di documentario, cinema e nuovi media, anch’essa gode di fama e grande professionalità.

Anche se rientra in un circuito più piccolo, segnaliamo altresì la scuola PigrecoEmme operante a Napoli, si tratta di una vera e propria scuola di cinema che si impegna a formare varie figure professionali cinematografiche e non sono quella dello sceneggiatore


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Nonostante i tuoi sforzi, non riesci ad ottenere un colloquio di lavoro. Crisi economica, disoccupazione, zero soldi. Ti riconosci in queste affermazioni? Anche se noi italiani tendiamo a credere che siamo la sola nazione al mondo con problemi, la verità è che anche il resto del mondo non se la passa poi troppo bene. Quindi cosa ci resta da fare per ottenere non dico un lavoro ma almeno raggiungere il colloquio? Se sei arrivato in questa pagina probabilmente sei alla ricerca di un posto nel mondo che sia in Italia o all’ estero. Bravo questo è l’atteggiamento. Non porti confini geografici specialmente all’ inizio carriera.

Ottenere un colloquio di lavoro. 10 strategie per emergere dalla concorrenza

Considerarsi come fossimo un brand aziendale da pubblicizzare.
Nel tempo dei social network, dobbiamo considerare che la nostra reputazione online è il primo lasciapassare per ottenere un colloquio di lavoro. Come fare? Semplice, creati un profilo professionale Linkedin e fatti notare. Come? Semplice partecipa alle discussioni nei gruppi inerenti il tuo ramo lavorativo. Ovviamente la tua partecipazione attiva dovrà creare dei contenuti per far si che i recruiter ti notino. Non dimenticare che negli ultimi anni il trend delle aziende è di cercare i propri dipendenti molto prima di pubblicare un annuncio di lavoro.

Sii Specifico
Specializzarsi in un settore e essere il migliore in un determinato campo può fare la differenza. Qualsiasi settore esso sia. Per farlo cerca le aziende di tuo interesse, unisciti ai loro social network, studiale e di conseguenza fatti notare.

Migliora il tuo Cv
Oltre a scrivere un ottimo Cv nel giusto formato, cerca di riempirlo di esperienze, magari di volontariato. Comunque vada avrai dei temi di conversazione quando dovrai sostenere il colloquio di lavoro.

Punta sulle tue qualità e passioni
Se pensi che sei bravo in qualcosa, cerca di focalizzarti su quello. Non essere dispersivo e aumenta i tuoi punti di forza. Ti saranno utili quando l’ azienda ti chiederà perchè dovrebbero assumere te piuttosto che un altro.

Impara a promuoverti in maniera creativa
Come detto nel punto 1, devi pensare di essere come un’ azienda dedita a promuovere i suoi prodotti. Costruisciti un blog personale, preferibilmente in Inglese, e realizzati delle business card. Se hai qualche altra idea, ecco bravo vedo che hai capito. 🙂

Sii intraprendente
Per il manager ricordati che sei solo un Cv (diciamolo pure sei solo un pezzo di carta) su un tavolo. Dai la voce a quel foglio. Contatta tramite i social network il selezionatore, chiedigli il contatto Skype e chiamalo. Cosi puoi differenziarti dalla pila di Cv e dare l’ immagine di un giovane intraprendente.

Aggiornati di continuo
Studiando il tuo campo di interesse, le aziende leader e il mercato sarai continuamente più informato rispetto alla concorrenza. Acquisire informazioni sulle aziende su cui hai puntato ti sarà molto utile anche per definire che tipo di professionalità ricercano.

Punta sulle lingue
Generalmente i ragazzi Anglosassoni sono deboli nelle lingue straniere. Usiamo questa loro debolezza a nostro vantaggio. Parlare correttamente più lingue farà diventare il tuo profilo nettamente più interessante. Se poi vuoi andare sul sicuro, perchè non puntare direttamente al cinese?

Il famoso networking, gli amici non si dimenticano mai
Ti sembrerà un controsenso ma non lo è. Non la considerare la tipica raccomandazione all’ Italiana perchè non lo è. Avere un ampio gruppo di amicizie o semplici conoscenze(coltivale è importante) aumenterà di molto le possibilità di ottenere un colloquio di lavoro. Molte volte i manager chiedono ai propri dipendenti se conoscono qualche amico o conoscente con le qualità di cui hanno bisogno. Non è la tipica raccomandazione perchè nessuno, soprattutto all’ estero, raccomanderebbe un incapace ma se conosci molte persone e coltivi il rapporto questo ti aiuterà enormemente. Da questo punto di vista, diventa importante la lettera di referenze.

Non mollare mai
Ultimo ma non ultimo ebbene si la tenacia. Difficilmente otterrai il lavoro dei tuoi sogni al primo colpo.


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L’Assessment Center è una metodologia di selezione del personale che permette di incontrare più candidati e valutarne capacità, competenze, modalità relazionali, capacità gestionali, problem solving e decision making.

Definizione di Assessment Center.
Metodologia che integra prove individuali e collettive al fine di ridurre l’errore valutativo

Obiettivo dell’Assessment Center.
L’obiettivo è valutare comportamenti, abilità, modalità relazionali.

Come si svolge.
Prove Collettive
Presentazione: il candidato espone un argomento assegnato, ma non preparato, di fronte ai valutatori ed agli altri candidati del gruppo.
Fact Finding: i candidati si trovano di fronte ad un problema di cui hanno solo informazioni parziali.il compito consiste nel trovare le informazioni per risolvere il problema.
LGD Leaderless Group Discussion: si tratta di una discussione di gruppo senza leader. i partecipanti sono invitati a risolvere un determinato problema in un determinato tempo.
Business Game: simile alla precedente, ma il contenuto della discussione è legato a tematiche di gestione o sviluppo aziendale.

Prove Individuali.
Test di Personalità. misurano gli aspetti emotivi, sociali, comportamentali di un individuo.
Test Attitudinali: sono prove che misurano abilità, capacità, conoscenze.
In Basket: il candidato assumono il ruolo di un manager ed in un tempo predeterminato esaminano e prendono decisioni in merito a problematiche esposte per email. lettere, fax, appuntamenti su agenda.
Interview Simuation: il candidato assume un ruolo di superiore in colloqui simulati di selezione o situazioni conflittuali o difficili.

Alla fine di tutte queste prove per ogni candidato si hanno parecchie informazioni: si conosce come si relaziona e come comunica, capacità di problem solving e tutte le abilità che servono per il lavoro in Azienda.


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Se anche per te assumere personale  è un momento “da mal di pancia”, perchè sarai impegnato prima a “decidere chi incontrare”, poi a “veder persone”, poi “decidere chi scegliere”, ma non è finita qui … bisogna poi formare “quello nuovo” e … tutto andrà a rilento, allora organizzati in modo da rendere semplice ma nello stesso tempo scientifico questo delicato momento.

Vediamo come.

Si possono individuare 5 momenti fondamentali per assumere personale ovvero nel processo di selezione di nuovo personale.

Profilo della Funzione Aziendale

Il primo, grande sottovalutato e difficilmente realizzato, è la predispozione di un semplice, ma particolareggiato documento chiamato il Profilo della Funzione Aziendale. Si tratta di predisporre un documento che identifica in modo preciso e puntuale le più importanti caratteristiche del ruolo, della persona e delle competenze della figura che andremo ad inserire nel nostro sistema organizzativo.
Si parlerà quindi di: cosa fa, cosa sa fare e come dovrebbe essere. Cosa offre la nostra Azienda, (inquadramento, stipendio, benefit, formazione, percorsi di carriera).

Ricerca vera e propria.

Questo secondo momento è un argomento  ampio che ha bisogno di una trattazione a parte.

Comunque, in estrema sintesi, le fonti per ricercare Personale possono essere interne, come la consultazione del proprio archivio con le candidature spontanee, oppure esterne: pubblicazione di inserzioni vere e proprie, sul proprio sito, su Portali Internet per la ricerca di Personale, su Quotidiani Nazionali e Locali, e poi puoi sbizzarrirti fare spot radiofonici o televisivi, cartelloni stradali, è un Profilo difficile da trovare? Crea un evento!

La cosa importante è che la ricerca deve riflettere il Profilo che stai cercando, solo così focalizzerai appieno gli strumenti più adeguati.

Tutto ok? Passiamo al terzo punto.

Selezione vera e propria per assumere personale.

Per quanto riguarda terzo punto, sfatiamo subito un luogo comune: la Selezione NON è il colloquio di selezione. Il Colloquio è uno dei metodi usati, sicuramente tra i più comuni e più conosciuti, per selezionare, ma non è l’unico …

… infatti in un approfondimento vorrei parlarti anche del “Colloquio Collettivo” e di “prove pratiche” che puoi creare ed inserire nel tuo processo selettivo.

Comunque una volta raccolti tutti i curricula, procedi allo screening (cernita) dei cv. Si tratta di scegliere quei curricula che contengono tutte quelle caratteristiche che abbiamo definite come importanti nel nostro Profilo della Funzione Aziendale. Da questo momento inizia la selezione del personale. Non sottovalutare questo momento, una buona scelta, ti permette di arrivare in fondo contento e soddisfatto. Un metodo che io uso è quello di segnare su ogni cv, il mio pensiero in merito a quel curriculum e per quella posizione, per es. “OK, va bene” oppure “non so” oppure “NO, … (es.: fuori profilo, troppo elevato, nessuna esperienza, ecc.). Ecco che in breve tempo ho diviso in tre gruppi i miei cv, quelli interessanti, che andrò a contattare, quelli che non vanno bene e quelli che devo “ri-leggere” perché non ho preso una decisione in merito.

Bene. Ora che sai chi devi incontrare, e si può procedere con il contatto dei candidati. Vedremo poi un approfondimento del “contatto candidato”.

Comunque, ora siamo arrivati al Colloquio di Selezione. Quello che ti raccomando è di preparare questa fase con attenzione e cura. Decidi gli argomenti, decidi quanto tempo dedicare ad ogni candidato.

Ancora una breve osservazione, quando ricevi i candidati, scegli, se puoi un ambiente piacevole, possibilmente non il tuo ufficio: non è opportuno che il candidato “veda” le carte su cui stai lavorando, prediligi una saletta, in ordine, a temperatura giusta, ben illuminata ma senza il sole negli occhi. Per quanto ti riguarda, sii cordiale, presentati in maniera chiara, in modo che il candidato sappia con chi sta parlando, se sei in ritardo scusati, sciogli il ghiaccio: offri qualcosa, se puoi, oppure fai una domanda apparentemente futile come “ha trovato facilmente la strada?” (o simili), durante il colloquio evita, per quanto puoi, interruzioni telefoniche o altro (rischi di perdere la concentrazione tu ma anche il candidato).

Scelta del candidato.

Il quarto step sembra talvolta davvero difficile e complesso, quasi un’impresa impossibile.

Anche qui con un po’ di rigore e precisione si può stilare una breve classifica dei candidati visti.

Predisponi una griglia con quei 4 o 5 requisiti più importanti, poi, per ogni candidato interessante, segna in che misura possiedono quella caratteristica: si possono usare aggettivi per valutare o usare dei “+” o dei “-”.

Aggiungi per ogni candidato anche uno o due aspetti negativi e comincia a soppesare tutti i fattori.

Sono certa che nel breve si riuscirà a scegliere il migliore. Ci si può aiutare predisponendo un breve profilo per ogni candidato visto e ritenuto interessante e confrontando poi tenendo presente le caratteristiche.

Presentazione del candidato e inserimento in Azienda

Il quinto ed ultimo step riguarda la condivisione delle informazioni con la Dirigenza (o la Committenza), presentare la rosa dei candidati e procedere con la scelta definita del collaboratore e l’inserimento della persona in Azienda.

Anche qui ci sono interi manuali che trattano l’argomento, ma direi che per semplificare, è veramente importante procedere con il fornire al diretto interessato tutte le informazioni necessarie per inserirsi nel nuovo ambiente e contemporaneamente dare notizia ai propri collaboratori del nuovo inserimento e fornendo informazioni in merito alla nuova persona, investire qualche momento non solo nella presentazione ufficiale, ma anche qualche parola in più per sciogliere il ghiaccio, specificando magari chi si occuperà del nuovo arrivato, cosa gli verrà insegnato, quali sono gli obiettivi, le aspettative in modo che tutte le parti coinvolte siano al corrente del lavoro che attende.

Ecco in sintesi i 5 momenti indispensabili per procedere ad assumere personale: profilo della Funzione Aziendale, Ricerca vera e propria, Selezione vera e propria, Scelta del candidato ed Inserimento in Azienda.


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Abbiamo visto e spiegato in cosa consiste il mutuo rata fissa a durata variabile, in sintesi a seconda dell’andamento dei tassi di interesse non è l’importo della rata a variare ma la durata del rimborso.

Fin qui tutto ok, va però evidenziato che nessuna banca a priori garantisce la rata costante o protetta, tanto è vero che tale garanzia difficilmente viene riportata nei corrispettivi fogli informativi.

La rata costante non viene garantita per il semplice motivo che qualora vi sia un aumento considerevole dei tassi d’interesse da non consentire l’intera restituzione degli interessi maturati, la rata protetta dovrà inevitabilmente aumentare, anche perché le banche non permettono in nessun modo l’aumentare del debito.

Non è ammessa la crescita del debito visto che le banche non possono monetizzare gli interessi sugli interessi.

Supponiamo di aver stipulato un mutuo a rata costante a durata variabile di 150000 euro ventennale con un tasso al 4%, si avrà una rata di importo pari a 909 euro.

Dopo il primo anno se i tassi aumentassero del 7.5% non si riuscirebbe più a pagare la quota interessi pari a 936 euro, e la banca si vedrà costretta ad aumentare l’importo della rata. E’ pur vero che è difficile trovarsi in tale situazione ma e doveroso far presentate che tale possibilità è reale e pertanto merita la dovuta attenzione.

E’ doveroso inoltre ricordare che molte banche, nello stipulare questi tipi di contratti, pongono dei limiti temporali per il prolungamento del rimborso, anticipando dunque l’aumento dell’importo della rata qualora si abbia il sentore di un eventuale superamento dei limiti temporali imposti.

Altre banche invece prevedono che qualora i limiti temporali dovessero essere oltrepassati, (il che non è ammesso), invece di aumentare l’importo della rata, prevedono l’accumulo della quota capitale rimasta insoluta, che dovrà essere estinta al termine del mutuo, o in un’unica soluzione o in forma rateizzata.

Questo solo per far capire che sì è ammessa la rata costante, ma solo in determinati casi.


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