Altroconsumo è un’associazione italiana di consumatori senza fini di lucro di cui fanno parte oltre 300 mila soci che la rendono la prima e la più utilizzata dagli italiani. Essa è nata nel lontano 1973 sotto il nome di Comitato Difesa Consumatori ed il suo scopo è quello di tutelare i consumatori e di informarli nel miglior modo possibile usando numerose pubblicazioni ed altri servizi di consulenza.

La sede nazionale di Altroconsumo risiede a Milano ma ci sono altre sedi in Lazio, Liguria, Lombardia e Trentino-Alto Adige.

Se avevi stipulato un abbonamento con Altroconsumo ed ora hai deciso di disdirlo, devi sapere che non devi far altro che scrivere una lettera di recesso ed inviarla all’indirizzo che sto per mostrarti. Disdire abbonamento Altroconsumo è veramente facile e richiede pochi passaggi. Per esercitare il tuo diritto di recesso ti basta scrivere una lettera a: Altroconsumo – Ufficio Abbonamenti – Via Valassina, 22 – 20159 Milano o collegarti al sito Altroconsumo.it.

Inoltre, in qualsiasi momento puoi recedere dall’abbonamento e dall’associazione con una lettera all’ufficio Abbonamenti, ti sarà restituito quanto eventualmente già pagato per il periodo successivo al recesso. Per scrivere la lettera è possibile utilizzare questo modulo disdetta presente su Disdette.net.

Problemi con il tuo codice socio? Vuoi modificare i tuoi dati? Ti servono chiarimenti sulla tua sottoscrizione? Basta una semplice telefonata, i nostri operatori sono a tua disposizione per aiutarti a risolvere i tuoi problemi e chiarire i tuoi dubbi. Chiama il 02.69.61.520 dal Lunedì al Venerdì alle seguenti ore: 9.00 – 13.00 | 14.00 – 17.00. Per altri dubbi, consulta il sito ufficiale.


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Il telelavoro è una tipologia di lavoro che prevede di sfruttare gli strumenti informatici e telematici, come telefono, fax, computer o connessione Internet, per svolgere l’attività lavorativa al di fuori dei classici confini fisici e logistici dell’ufficio. Dal momento che la percentuale dei lavoratori da casa è in costante aumento, stando alle ultime statistiche Istat, cerchiamo di capire quali sono i vantaggi e gli svantaggi del telelavoro.

Anzitutto esistono tre diverse tipologie di telelavoro:
– Telelavoro domiciliare: il lavoratore svolge i propri compiti dal proprio domicilio utilizzando un computer connesso alla rete aziendale per la ricezione e l’invio di materiale lavorativo. Solitamente è previsto anche l’utilizzo di fax o altri strumenti simili.
– Telelavoro da centro satellite: il lavoratore opera presso una filiale appositamente creata dall’azienda, attrezzata con tutti gli strumenti necessari allo svolgimento delle mansioni (pc, telefono, connessione ad internet ecc.). E’ il concetto classico di sede distaccata e viene utilizzata per far lavorare insieme più telelavoratori.
– Telelavoro mobile: il lavoratore non ha una sede fissa in cui poter svolgere il lavoro, ma utilizza pc portatili ed altri strumenti mobili (cellulari, palmari) per prestare il proprio servizio.

Ma come viene disciplinato il telelavoro in termini legislativi? La normativa di riferimento è dettata dall’accordo interconfederale del 9.06.2004 e dall’accordo quadro europeo del 16.07.2002. L’accordo quadro ha lo scopo di fornire una disciplina generale del telelavoro, lasciando ai contratti collettivi di settore il compito di introdurre eventuali norme più dettagliate. Il principio che guida la disciplina è quello della volontarietà, in base al quale il telelavoro è considerato una particolare tipologia di rapporto che può essere applicato soltanto previo accordo tra le parti, di carattere individuale o collettivo.

Sempre secondo l’accordo quadro il datore di lavoro deve farsi carico dei costi di manutenzione, fornitura, installazione e riparazione degli strumenti informatici e telematici necessari a svolgere la prestazione lavorativa. Inoltre è previsto che il datore di lavoro adotti le dovute precauzioni per prevenire l’isolamento del lavoratore, nonché per tutelare la sua salute, il suo diritto alla privacy e la sua riservatezza.

E per i lavoratori invece quali sono gli obblighi stabiliti dalla legge? Il lavoratore può gestire in maniera completamente autonoma il tempo di lavoro, pur mantenendo l’obbligo di avere un carico di lavoro il più possibile equivalente a quello degli altri colleghi che si trovano all’interno dell’azienda. Il telelavoratore ha inoltre l’obbligo di aver cura degli strumenti di lavoro e di informare tempestivamente l’azienda nel caso si verifichino guasti o malfunzionamenti alle attrezzature. E’ previsto infine un espresso divieto di raccogliere o diffondere materiale illegale via internet.
Disciplina leggermente diversa è invece applicata al telelavoro legato alla Pubblica Amministrazione, la cui normativa di riferimento è il D.P.R. 70/99 o Riforma Bassanini.

Ma quali sono i vantaggi e gli svantaggi del telelavoro?
Il lavoratore ha costi di trasporto limitati (in alcuni casi del tutto assenti) ed ha maggior flessibilità e autonomia nello svolgimento delle proprie mansioni: tutto questo porta ad un sensibile miglioramento (almeno sulla carta) della qualità di vita e alla possibilità di conciliare in maniera migliore impegni personali e lavorativi. Dal punto di vista del datore di lavoro il vantaggio principale è legato alla riduzione delle spese legate alla sede di lavoro, come riscaldamento, luce, ma anche mobili e manutenzione in generale.

Gli svantaggi sono invece legati all’isolamento del lavoratore, che operando da casa non ha la possibilità di instaurare rapporti diretti con i propri colleghi, ma anche alla possibilità di avere eccedenze di ore di attività rispetto ai colleghi e alla difficoltà di avanzamento di carriera, spesso il telelavoratore viene per così dire discriminato e considerato in maniera minore nel caso di eventuali promozioni.


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l famoso gruppo italiano Morellato, operante nel settore dei gioielli ed orologi di lusso, è alla ricerca di personale per potenziare il proprio organico aziendale. Le offerte di lavoro del gruppo Morellato riguardano varie sedi in Italia e soprattutto varie figure professionali.

Attualmente la ricerca è volta a trovare addetti alle vendite per i punti vendita.

Le risorse selezionate avranno il compito di gestire i processi di vendita, accogliere e fornire assistenza ai clienti, allestire e rifornire gli articoli presenti in negozio e gestire la cassa. Costituisce requisito preferenziale l’aver maturato già una precedente esperienza nel ruolo, con analoghe funzioni anche se in settori diversi.

Le offerte sono rivolte a diplomati e laureati. Chi fosse interessato può inviare il proprio curriculum direttamente dalla sezione presente sul sito del gruppo Morellato lavora con noi.


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La nota azienda italiana di oggetti da collezione Thun è alla ricerca di personale con diploma da inserire presso alcuni dei propri punti vendita in tutta Italia: attualmente, visitando il sito internet ufficiale sono state pubblicate nuove opportunità di lavoro per i negozi Thun, offerte rivolte alla selezione di commessi e responsabili.

Per gli interessati alle offerte ecco i requisiti richiesti per entrambi i ruoli

Addetti alla vendita – la ricerca è rivolta a diplomati con precedente esperienza nel ruolo di commesso. Il candidato ideale deve avere una buona padronanza delle tecniche di vendite, deve conoscere e saper analizzare gli indicatori di performance e deve essere in possesso di buone competenze informatiche e capacità relazionali.
Store Manager – il ruolo è riservato a diplomati con buona conoscenza della lingua inglese e buona padronanza dei principali strumenti informatici. Richiesta inoltre precendente esperienza nella mansione acquisita all’interno dell’ambito retail ed una ottima sensibilità economica, tale da permettergli una buona analisi degli indicatori di performance.

Per candidarsi ad uno di questi ruoli è necessario inviare il proprio curriculum vitae direttamente dal sito Thun, per rimanere sempre aggiornati sulle ultime offerte di lavoro nell’azienda si consiglia infine di collegarsi alla sezione Lavora con Noi di Thun.


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Sappiamo tutti quanto possa essere difficile trovare lavoro in questo periodo di recessione e sappiamo anche quanti sacrifici ognuno di noi è disposto a fare pur di guadagnare un minimo di indipendenza economica. Proprio per questo purtroppo si sta diffondendo sempre di più una cattiva abitudine, quella relativa alla pubblicazione di annunci falsi. Ma come riconoscere false offerte di lavoro ed evitare di essere raggirati?

Negli ultimi tempi navigando tra blog di settore e forum c’è stato un vertiginoso aumento di denunce da parte di giovani e meno giovani che hanno trovato il coraggio di raccontare la loro brutta esperienza e informare così altri disoccupati della nuova strategia di inganno messa in atto dai soliti malintenzionati. Per questo motivo oggi vogliamo fornirvi alcuni utili consigli su come imparare a riconoscere un annuncio truffa.

Prima di tutto vorremmo spezzare una lancia a favore dei siti di annunci online: ogni sito sottopone a controllo gli annunci pubblicati, ma può comunque capitare che qualche “annuncio truffa” sfugga al suddetto controllo. I siti non possono accollarsi le responsabilità per eventuali offerte truffaldine, anche se possono solitamente comunque intervenire, dietro segnalazione di un utente, per la cancellazione dell’offerta.

Ma ecco alcuni fattori che ricorrono spesso negli annunci falsi e che dovrebbero costituire un campanello di allarme:

Anonimato – in base all’articolo 9 del D.Lgs 276/2003 in Italia è illegale pubblicare annunci di lavoro in forma anonima, perciò trovare una offerta di lavoro in forma anonima è chiaro sintomo di non veridicità dell’offerta stessa. Cercate sempre il nome del mittente!
Mancanza Indicazioni Lavoro – l’annuncio non fa alcun riferimento alla tipologia di lavoro da svolgere. Spesso contengono soltanto un invito a contattare un dato numero di telefono per richiedere ulteriori informazioni oppure si richiede un incontro di persona per svelare la figura professionale ricercata e le mansioni da svolgere. Per rendere più credibile questo tipo di annuncio non è raro trovare numeri di telefono ad hoc, attivati solo per le selezioni.
Mancanza Nome Azienda – in questo caso c’è da dire che esiste un diritto di riservatezza sul nome dell’azienda, ma è valido solo se viene specificato il nome della agenzia interinale di contatto. Se non esiste nessuna delle due indicazioni allora è facile che l’annuncio sia stato falsificato. Considera inoltre che se la selezione passa da agenzia interinale, deve essere comunque presente la descrizione del settore di competenza della società, l’iscrizione CCIAA o la partita iva.
Email – requisito fondamentale da osservare in un annuncio è l’email di riferimento. Se si tratta di offerte serie sarà specificato di inviare il curriculum vitae ad un indirizzo email predefinito. Purtroppo, però, alcuni siti di annunci, per questioni di privacy, permettono la riservatezza dell’indirizzo, demandando la candidatura ad un form contatti interno. Se però la mail è visibile, osserva sempre con attenzione l’estensione dopo la @: ogni azienda solitamente ha un sito web e utilizza perciò email con chiari riferimenti al nome (info@nomeazienda.it) e non email generiche, come yahoo, gmail o simili. Sempre per quanto riguarda le mail diffidate da offerte non richieste che arrivano direttamente nella vostra casella di posta elettronica: tali email contengono solitamente un link o una richiesta di dati personali ed hanno come obiettivo il phishing
Richiesta Soldi – Segno più esplicito di truffa è quello relativo ad eventuali riferimenti a spese iniziali da sostenere per ottenere il lavoro. Spesso i malintenzionati fanno richiesta esplicita di soldi giustificando il tutto con l’acquisto di particolari software o materiale utile per lo svolgimento del lavoro. In alcuni casi può capitare però che una azienda possa richiedere per svolgere il lavoro la partecipazione ad un corso di formazione: in rarissimi casi ti sarà richiesto di pagare il corso, ma se la azienda è seria e reale ti spiegherà che il costo verrà detratto dallo stipendio, dunque non dovrai anticipare di persona neanche un centesimo.
Stipendio – diffidate delle offerte che promettono facili guadagni e di quei “selezionatori” che non parlano mai di retribuzione, ma si nascondono dietro formule come “dipende soltanto da te” oppure “i guadagni variano a seconda delle tue capacità”
Mancanza indicazioni sui requisiti richiesti – se nel testo di un annuncio non compare alcuna indicazione delle competenze oppure si indicano soltanto requisiti generici, come “buona volontà” o “volontà di costruirsi un futuro”, è sempre bene non fidarsi completamente.
Comportamenti strani – a volte può capitare che chi ha inserito l’annuncio solleciti una risposta in tempi brevissimi: questo non significa che si tratta necessariamente di una offerta truffa, ma sempre meglio restare all’erta.
Frasi particolari nel testo dell’annuncio – occhio al testo dell’annuncio: spesso negli annunci fasulli ricorrono frasi fatte o frasi che comunque risultano “strane” e fuori contesto, come la richiesta di servizi fotografici in déshabillé o provini a pagamento. Come detto in precedenza non sempre nascondono un falso annuncio, ma sicuramente costituiscono un importante campanello d’allarme.
Ma allora come è possibile difendersi dalle offerte di lavoro truffa?

Prima di tutto cerca sempre informazioni sull’azienda sia attraverso il sito web ufficiale, sia attraverso Google, ma anche attraverso la tua cerchia di conoscenze. Fai ricerche anche sul selezionatore e appuntati sempre i riferimenti di questa persona. Una volta che affronti l’eventuale colloquio di lavoro non esitare a chiedere chiarimenti per qualsiasi dubbio ti viene in mente.

Se senti “puzza” di truffa avverti subito le autorità, il sito dove hai trovato l’annuncio, la polizia postale e esponi i tuoi dubbi su forum tematici: questo può aiutare anche altre persone come te che sono in cerca di un lavoro.


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